Intestazione




stampare CHI SIAMO

L'Associazione Ishtar si è costituita ufficialmente a Verona con atto notorio nel 5/6/2001.
E’ stata fondata da alcune donne straniere, mediatrici culturali per lo più, e da parecchie donne italiane, insegnanti di ogni ordine e grado, dal nido all'Università, assistenti sociali, psicologhe, mediche, artiste, ecc. Nei primi anni della sua esistenza è stata ospite del Circolo della rosa di Verona, che ne ha attivamente appoggiato l’attivtà.
E' nata con lo scopo di costituire un luogo di incontro, di conoscenza, di scambio e di elaborazione culturale tra donne appartenenti a culture diverse. La scommessa era quella di fare emergere e rendere visibili le risorse creative delle donne migranti e arricchire il sapere e la comprensione del mondo di donne italiane spesso coinvolte per lavoro nella relazione con le straniere e i loro figli. L’Associazione ha quindi contribuito all’apertura, dal gennaio 2005, di Casa di Ramia, centro interculturale comunale di donne nel quartiere di Veronetta e partecipa tuttora alla gestione di alcune attività della Casa attraverso una convenzione con il Comune.

Il nome

Abbiamo scelto di darci il nome di una delle divinità femminili più antiche di cui ci sia traccia nelle storie scritte. L'abbiamo scelta appartenente ad un tempo molto precedente ai tra grandi monoteismi ( ebraico, cristiano musulmano). Ishtar presso i Babilonesi ha la sua progenitrice nella sumerica Inanna . Il suo culto era radicato a URUK dove il tempio ad essa dedicato era chiamato Eanna casa del cielo. Nel IV millennio a.C. è una dea prepatriarcale, signora del cielo dea della stella del mattino e della sera, regina del cielo e dea della fertilità e dell'amore. Regina del cielo e della Terra responsabile della crescita delle piante e degli animali. Poi a causa del suo viaggio nel mondo sotterraneo assunse i poteri e i misteri della morte e della rinascita. Inanna è la ragazza che scopre le gioie dell'amore, la dea guerriera , ma anche la dea che discende agli Inferi, muore e trova il modo di risorgere e ritornare sulla terra.
Nella sua discesa agli Inferi Inanna passa per sette porte consecutive, abbandonando a ciascuna di esse uno dei suoi attributi di bellezza, di forza seduttiva, di regalità, di potere e alla fine nuda viene consegnata alla morte e rimane cadavere appeso ad un gancio. Ma rinasce e riacquista tutto ciò che aveva perduto.
Abbiamo scelto come patrona questa dea che ritrova una maggiore energia dopo avere, nel suo viaggio volontario verso il profondo, perso tutto quello che costituiva la sua precedente identità.
Questo è quello che spesso accade a chi lascia la sua casa, le relazioni affettive e di amicizia, per andare lontano. Accade un perdere tutto ciò che si credeva di essere ed essere costretti a rinascere...
( Per la storia di Inanna vedi Il mito Sumero della vita e dell'immortalità I poemi della dea Inanna trascritti e commentati da D.Wolkstein e Noah Kramer, Jaca Book 1984 Testo trovato su tavolette cuneiformi a Nippur e a Ur, risalente ad una trascrizione del 1700 a.C. di un mito già molto antico

Il progetto iniziale.
Veniva individuato come zona di particolare interesse per l’apertura del Centro il quartiere di Veronetta, che appartiene al tessuto storico di Verona, ha subito negli ultimi due decenni profonde trasformazioni dovute da un lato all´espansione dell´Università, dall´altro al progressivo insediamento di famiglie di immigrati in situazioni abitative spesso precarie. Data la mancanza nel quartiere di luoghi di incontro e di socializzazione, il territorio risultava occupato da gruppi di diversa provenienza e collocazione sociale che si sfioravano senza potere instaurare alcuna forma di comunicazione.
Si riteneva quindi che il permanere di questa situazione potesse determinare da un lato forme di chiusura e di autoemarginazione tra gli immigrati, dall´altro l'approfondirsi di sentimenti di ostilità negli antichi abitanti che avvertivano nella presenza di studenti e di stranieri una forma di invasione e di deterioramento dell´antica fisionomia del territorio cittadino in cui erano radicati.
Ci si proponeva quindi
1. Offrire occasioni di incontro e di frequentazione abituale tra donne di diverse culture perché solo la conoscenza personale, tra individui radicati nella propria storia e portatori di un progetto di vita, permette di superare gli stereotipi e i pregiudizi.
2. Permettere alle donne italiane di realizzare il desiderio di relazione, di scambio con donne di cultura diversa divenute abitatrici della nostra città.
3. Permettere alle migranti di manifestare e di vedere riconosciute competenze e risorse personali cui il ruolo lavorativo assunto nell´immigrazione spesso impedisce di emergere.
4. Sostenere le madri nella valorizzazione della lingua materna come strumento strettamente legato all´autostima, al senso di appartenenza e di identità della cultura d´origine.
5. Incoraggiare l´apprendimento della lingua italiana per acquisire opportunità relazionali, lavorative, e una maggiore sicurezza nei vari contesti di vita quotidiana. La competenza nella lingua del paese d´arrivo è inoltre un elemento di rafforzamento dell´autorevolezza delle madri e del valore delle loro parole per educare.
6. Alimentare uno scambio tra donne italiane e straniere sulle questioni della salute e della cura di sé allo scopo di alleviare il disagio psicofisico, diminuire l´eccessiva medicalizzazione e l´insorgenza di malattie psicosomatiche.
7. Alleviare l´ansia legata al fatto di dover crescere i propri figli fuori della rete parentale e in una cultura differente dalla propria.

Attività in corso
Attualmente l’Associazione partecipa alle attività di Casa di Ramia organizzando il Tandem per l’apprendimento della lingua italiana, in una relazione a due, di amicizia e di scambio.
Ha costituito gruppi di lettura e scrittura poetica.
Organizza dibattiti pubblici su temi interculturali e problematiche legate all’accoglienza, promuove occasioni di conoscenza di culture diverse.
Sostiene progetti di auto sviluppo locale in paesi del Sud del mondo ai cui protagonisti è legata da relazioni personali. In particolare è attualmente impegnata a far conoscere l’Ong degli abitanti di Ndem, Senegal, guidata da S.Babakar MBow e S.Aissa Cissè.
Mantiene relazioni con i movimenti di donne e uomini che difendono il loro territorio e si impegnano in forme di autogoverno. Parteciperà quindi alla Manifestazione Terre Mutate organizzata dalle donne dell’Aquila per il 7-8maggio 2011 nella loro città.


Ishtar Associazione di donne migranti e italiane
presso Casa di Ramìa - Via Nicola Mazza, 50 - Verona -
Giannina Longobardi tel.+39 3493206766 - Morena Piccoli +39 3486957024
asso.ishtar@libero.it - www.ishtarvr.org
sito a cura di morena piccoli