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07/05/07 Victoria Ajibola: Rito del passaggio al ruolo di donna ed i suoi valori in Nigeria

La donna è un appendice (nemmeno una costola) dell'uomo. Questo in maniera netta e generale, tra i diversi gruppi etnici . Prima appendice del padre, poi del marito e quindi dei figli. Se il padre muore, la donna appartiene al fratello che la può cedere; se il marito muore, allora la donna appartiene al fratello del defunto. L'uomo porta il nome della famiglia, la donna no. Una figlia ha valore perché ha un "prezzo" o un costo o una dote quando si sposa. La donna non sceglie il marito perché lo fa il padre per lei, così come la madre non ha voce in capitolo nella scelta. Una donna che non partorisce un figlio maschio non viene vista di buon occhio, mentre se non ha proprio figli perde il suo ruolo nella società, e viene messa in discussione la mascolinità dell'uomo che può addirittura lasciarla o risposarsi con il tacito assenso della comunità.
Un momento importante nella vita di una ragazza, è l'abbandono dell'adolescenza per passare ad essere donna ed essere pronta per il matrimonio, nell'etnia Yoruba si prende come segno di questo passaggio il primo ciclo mestruale, al quale seguiva una cerimonia che negli anni passati coinvolgeva anche tutto il villaggio di appartenenza. La ragazza veniva avvolta in un telo bianco ed accompagnata dalle sue coetanee già "donne" eseguiva delle danze rituali mentre una sacerdotessa chiamata "lya Oshun" sacrificava una gallina tagliandole la gola e facendo cadere il sangue sulla terra come dono per la fertilità che le ha dato. Il nome "Oshun" è quello di un fiume dal quale ha preso il nome la dea del fiume, dea della fertilità.
Il quinto giorno, o alla fine del ciclo, la ragazza veniva portata al fiume Oshun, nello stato di Oshogbo, dove beveva l'acqua del fiume, che le donerà fertilità e numerosi figli. In molti casi la donna viene portata all'altare quando è già incinta perché il marito si è voluto accertare che fosse in grado di avere figli mentre in altri casi una donna deve rimanere rigorosamente vergine fino al matrimonio e fiotti dì sangue devono celebrare la sua deflorazione, fino a mostrare con orgoglio le lenzuola insanguinate il giorno dopo la prima notte di nozze.
In alcuni casi e per certi clan o gruppi etnici, esiste (maggiormente nel nord Nigeria) la pratica della circoncisione femminile. Ed in alcune zone, la società tollera che la donna sia rapita e subisca violenze sessuali sempre che poi la ragazza diventi moglie del rapitore e che quest'ultimo saldi il suo debito con il padre della sposa. Una donna (caso degli Ibibio) in procinto di sposarsi passa alcune settimane in una casa, chiamata "flattening house", dove segue una dieta ingrassante a base di carboidrati perché in generale l'uomo nigeriano ama la donna grassa a tutto-tondo.


Negli anni passati, le donne hanno subito gravi violazioni dei loro diritti, pur essendo
considerate, nella cultura popolare, il vero sostegno della famiglia, per il loro carattere,
generalmente forte, intraprendente ed autonomo.
Sono state sottoposte ad azioni discriminatorie dalle politiche amministrative e dalle
credenze tradizionali, per esempio; tra gli Igbo (una delle etnie principali della Nigeria) una
donna non può possedere terreni e, se si separa dal marito, la terra le viene tolta (la donna stessa è considerata parte della proprietà del marito).
In alcune zone, le donne sposate devono ottenere il consenso dei loro mariti prima di
ricevere cure mediche e molte banche chiedono il permesso scritto del marito perché la moglie possa detenere attività finanziarie di qualsiasi genere.
E’ ancora molto diffusa la poligamia, e l'usanza di concedere in matrimonio una ragazza,
indipendentemente dalla sua volontà (specialmente nel nord del paese). La violenza
domestica verso la moglie costituisce ancora oggi un grave problema, anche perché è
particolarmente difficile, per una donna, intentare causa contro il proprio consorte e spesso la donna ricorre alla "cultura del silenzio".
Ma negli ultimi anni, la figura della donna, all'interno del nucleo famigliare e nella società,
è diventata più importante e la sua figura è stata valorizzata. Le donne spesso
contribuiscono al mantenimento della famiglia, nelle regioni rurali si occupano della coltura
dei terreni e svolgono lavori di artigianato, mentre nelle città svolgono mansioni di operaie
ed impiegate; oggi l'istruzione femminile è più diffusa di quella maschile, c'è stato un
aumento del tasso di scolarizzazione della popolazione femminile che ha raggiunto circa il
70%, questo agevola l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro e permette loro di
avere un ruolo sociale che va oltre a quello di semplici educatrici all'interno della famiglia,
anche se in alcune zone, si ritrovano ancora a lavorare nei campi dei mariti, padri o fratelli,
senza poterne mai diventare proprietarie o coproprietarie questo accade in particolar modo nelle etnie Igbo ed Edo, presso gli Yoruba invece, le donne hanno, da sempre, il
diritto di ereditare le proprietà dai propri familiari.
La presenza delle donne, all'interno del governo negli ultimi anni, dimostra l'importanza dei ruoli che sono state in grado di rivestire nella vita politica e sociale del paese. Malgrado
tutto, in alcune aree della Nigeria, in particolare nelle zone rurali, le donne vivono ancora una condizione svantaggiata ed hanno difficile accesso all'istruzione, per sopperire a
questo problema, nel corso degli ultimi anni, sono stati attivati ed appoggiati dal governo,
alcuni programmi per lo sviluppo della condizione femminile.
Tanti sono gli scrittori e autori nigeriani che hanno dato l'impulso ad una nuova letteratura
nigeriana che hanno piegato alle esigenze dell'anima africana, anche in questo ambito
compaiono figure femminili: donne scrittrici ed autrici come Flora Nwapa, Buchi Emecheta,
Lily Ulasi ed altre, che nelle loro opere, esprimono desideri di libertà ed emancipazione per tutta la popolazione trattando anche il tema della guerra intestina in Nigeria.
Un altro tema trattato da queste autrici è quello delle difficoltà incontrate dagli africani
emigrati nelle metropoli straniere, in particolare il libro "Cittadina di seconda classe" di
Buchi Emecheta, una delle opere più significative che trattano questo argomento.
Anche nella tradizione musicale, le donne hanno continuato a far sentire la loro presenza,
Oneyka Owenu, Queen Salawa, Abeni, Funmi Aragbanye tra i nomi più conosciuti, anche
grazie a loro negli anni ‘70 è sono nati generi musicali come "Highlife" e "Fuji", riuscendo
ad esportare questa musica anche in altri paesi occidentali.
Tutto questo ha dato maggior impeto alle donne nigeriane nel credere alla propria funzione sociale e nella possibilità di poter contribuire anche loro al rinnovamento di un paese che ancora oggi si ostina a violare i loro diritti.