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07/05/07 Victoria Ajibola: Nigeria: Cultura ed Orgoglio - Our Culture, Our Pride

Nigerian Women Association - associazione di volontariato, costituta nel Marzo del
2004, da donne nigeriane provenienti dai vari gruppi etnici della Nigeria, residenti a Veruna e provincia, nasce per assistere socialmente i cittadini Nigeriani nei territorio, L'associazione NWA vuole essere un punto di riferimento per i suoi membri, sopra tutto per quanto riguarda l'accesso ai servìzi sociali, socio-sanitario ecc, con particolare attenzione alla maternità e alla cura della prima infanzia.
Un obiettivo importante dell'associazione è quello di mantenere viva la cultura d'origine tanto che ha fatto suo il motto "OUR CULTURE, OUR PRIDE".
L'associazione si occupa dì diffondere un'immagine positiva della popolazione nigeriana attraverso iniziative culturali di vario tipo e di aiutarla nel processo di integrazione con la cultura italiana. Infatti ha aperto le porte all'adesione anche delle copie miste italo-nigeriane, per favorire lo scambio culturale, la conoscenza della cultura, delle tradizioni e delle usanze della Nigeria.
La NWA ha centrato la propria attività sulla celebrazione di alcune pratiche tradizionali, che necessariamente cambiano alcuni aspetti per adattarsi alla nuova realtà ma mantengono alcuni elementi irrinunciabili. Questi sono:
LA DANZA: per l'Africa in genere la danza è un evento fondamentale che unisce il popolo, scioglie le tensioni individuali e di relazione, attraverso i tamburi e il movimento del corpo che creano il contatto con la TERRA MADRE.
i TAMBURI: il tamburo è una guida che parla, comunica: dice ai presenti come devono muovere il corpo nella danza. Gli antenati parlano attraverso il tamburo, il suonatore invoca gli antenati e li spinge a manifestarsi.
In ogni evento, cerimonia del popolo bisogna che ci siano la danza e il tamburo.
Per esempio, noi celebriamo in questo modo la NASCITA: quando il bambino nasce è il momento opportuno per fare l'iniziazione, per esempio gli YORUBA utilizzano la noce dì cola, l'olio di palma, sale, acqua e zucchero, anche" ATARE" che è un pepe dolce, che fanno assaggiare in modo rituale al neonato perché si prepari ai diversi gusti della vita. Si conclude la cerimonia con la danza al suono del tamburo. Mantenere la propria cultura vuol dire poter fare questa cerimonia, quella della propria etnia di appartenenza, poter celebrare con parole augurali la nascita anche in terra straniera. Al paese c'è lo sciamano che vede il motivo della nascita del bambino e prevede il suo futuro, questo qui non lo facciamo ma celebriamo il fatto che il bambino porta un messaggio alla sua famiglia e alla comunità. E’ un codice di appartenenza, si deve fare per non perdere il rapporto con le proprie radici, è tradizione. Poterlo fare anche in Italia significa mantenere le proprie radici vive e restare in rapporto con la comunità, con la famiglia. L'associazione nel nostro caso sta al posto della comunità, a volte inventa nuovi modi di fare la tradizione, per esempio abbiamo inserito nella tradizione una festa di accoglienza alla mamma e al bambino dopo i 40 giorni dal parto per poter celebrare i riti di nascita,
E’ questo che permette di avere la fiducia delle donne al momento di fare una mediazione con le istituzioni italiane.
Questo stesso tipo di cerimonie (danze, tamburo, cibi e parole rituali) si fanno anche per i matrimoni e i funerali, i riti di passaggio individuali. Per le feste invece qualcosa è cambiato. Non si riesce a mantenere le feste religiose o stagionali nelle date tradizionali, ma mescoliamo elementi di feste diverse nelle occasioni in cui qui è più semplice celebrarle, per esempio Natale o la Festa della Donna. Questo però è anche un guadagno: in Nigeria non sarebbe possibile un'associazione che mette insieme donne di etnie diverse!