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ein Sturm fährt durch die Wolken
- hast du geglaubt ich würde nicht sterben? – als Löwin bist du geboren
mit weichen Pfoten
reißenden Zähnen
glänzendem Fell
Pubblichiamo la poesia che segue su gentile segnalazione di Giannina L.
Recita la sudafricana Gcina Mhlophe, poetessa e performer di grande talento, «E’ davvero straordinario, meraviglioso, confortante
Sapere che ho occhi per leggere
Mani che sanno scrivere
E un infinito amore per le parole.
Perché io amo le parole - la lingua dei miei antenati.
Quando sono felice, sono le parole a dare forma alla mia felicità
Quando sono triste e confusa
Le parole si trasformano in argilla
E mi permettono di modellare e rimodellare i miei pensieri scomposti
Fino a che riesco a trovare la pace, nei profondo della mia anima
E allora mi avvicino alla scrivania, nei cuore della notte
Mi siedo, senza aver chiaro come iniziare
E tutto a un tratto, ecco parole di ogni forma e dimensione
Affollarsi correndo sulla pun-ta delle mie dita
E mentre sento tutto il corpo che sorride
lo le saluto, una ad una
Come le vecchie amiche che di fatto sono.
E quando si mettono a danzare in larghe volute, tutto intorno a me
Disegnando sulle pareti della stanza cerchi di frasi beffarde
Mi convince di non essere nata per annoiarmi
Perchè come farebbe mai la noia a pensare
Di penetrare in questo mio cerchio di parole senza tempo.
Capite adesso, come mai Io mi sento cosi felice
Quando me ne sto
In compagnia delle parole?
Primavera
Ho rivisto le forsizie
puntare i loro rami gialli
verso il cielo.
I paesaggi dell'amore
sono deserti.
Ti aspetto
con la testardaggine del beduino
che riprova ancora le dune
per vedere i mercati
riempirsi di colori.
A mia madre
Te ne sei andata,
hai ricoperto le sedie,
le poltrone, il tavolo
con i lenzuoli bianchi,
hai chiuso la luce
hai chiuso le porte "a doppia mandata"
come per le vacanze estive
e sei andata via.
Ti ho ritrovato
in un' immaginetta
con le tue perle sul golfino,
così per sempre.
C'è silenzio, assoluto.
Ero sicura
che sempre mi avresti parlato
ma non nei miei pensieri
non nei miei sogni.
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E' l'alba
voci e passi accompagnano
il sogno del viaggio
che concreto salpa dal deserto
Cuore estraneo
non vuole risveglio
la barca affonda
e naufrago
"...i miei occhi sono esausti
con me dormi e in me"
Livia Alga
una sera vestita di alghe
ha detto: prendo il mare
accostò la bocca per berlo
scivolò via verso l’orizzonte
salate le lacrime
di chi l’aveva amata bambina
non immaginava che avrebbe camminato sui fiori
parlato al cuculo
stretto a sé un corpo nero
e mangiato con donne preziose di anima.
Xenia Silvestris
In questi giorni in cui
i discorsi cadono dai rami
tutto va a dormire
e i nidi rimangono orfani,
la gioia gridata
ai cieli aperti
da mille gole
nei pascoli alti
di Bocca di Selva.
che la parola boschiva,
la mia corona amara
possa ancora
approdare a rive altrui.
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Lichtgeist streicht über die Gräser am Ackerrand
Behüter der Spuren des Dunkels im Feld
herber Stab gebiert altblaue Zauberblumen
Wege jenseits der Menschen
Spirito di luce che sfiora l’erba all’orlo del campo
Guardiano di orme oscure nel campo arato
dalla bacchetta amara
nascono fiori di blu antico
I sentieri oltre l’ umano
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